Tra storia e religione (seconda parte)

TRA STORIA E RELIGIONE
“Non dimenticate, né lasciate deteriorare maine, capitelli ecc, testimonianza di fede vera dei nostri antenati, i quali passando davanti alle sacre icone, facevano il segno della croce invocando: Signôr, déinus flât e fuarce par ben lâ e ben tornâ”
La Maine di Cjaule
Percorrendo la strada che da Zenodis porta verso Treppo Carnico, nei pressi del cimitero, alcuni scalini incavati sul muraglione di sinistra invitano a salire e ci portano alla “Maine di Cjaule” la cui costruzione risale al 1848. Dal 10 novembre 1926 essa racchiude al suo interno una statua della Madonna del Rosario proveniente dalla chiesa di Sant’Agnese dove, nel frattempo, era stata collocata una nuova scultura lignea commissionata direttamente ai maestri intagliatori della Val Gardena.
- Anni ’90, benedizione con il Santissimo
- La maine e sullo sfondo il cimitero
- Dettaglio della Madonna
- La maine e sullo sfondo la frazione di Zenodis
Questa Madonna del Rosario di Cjaule veniva anticamente ritenuta dai treppolani la Madonna dei “forelaris”: gli intraprendenti trementinai che, capeggiati dal dinamico Luigi Buzzi, estraevano dai larici della Carinzia la preziosa trementina. In senso più ampio e generale era anche considerata la Madonna di tutti gli emigranti che ad ottobre, mese mariano dedicato al rosario, rientravano al paese natio per trascorrere in famiglia il periodo invernale. Per molti decenni la piccola cappella è stata custodita con cura e passione dalla famiglia di Cirillo Moro di Zenodis.
La Maine di Palût
Percorrendo via Matteotti verso la località di Siaio, sul lato destro della carreggiata, si incontra un capitello che è il più antico di Treppo Carnico. In paese è chiamato la “Maine di Palût”. Questo capitello a quattro facce fu eretto nel lontano 1687 da Pietro Broili quondam Giacomo (1647 – 1736).
- Immagine storica dell’ancona sotto la neve
- Il lato destro dell’ancona vista dalla strada
- Il lato sinistro dell’ancona vista dalla strada
- Raffigurazione di Gesù su lamina d’ottone
Esso raffigura, mediante dei dipinti che occupano tre lati, la passione di Cristo, mentre sulla facciata rimanente troviamo una lamina in ottone finemente incisa che raffigura il volto di Gesù.
La Maine di Peti
Gli abitanti di Treppo Carnico hanno sempre dimostrato speciale predilezione per la “Maine di Peti”, una cappella posta sulla mulattiera che conduce in località Cjaneit. La strada, un tempo molto frequentata dalla gente che dalla montagna ricavava sostentamento per sé e per gli animali, oggi è quasi deserta. La “maine” era meta obbligata dell’ultima e terza rogazione: processioni che si svolgevano in paese nei tre giorni che precedevano la festa dell’Ascensione. La prima era a Zenodis lungo il vecchio sentiero dei Rauts, fino al crocifisso posto in località Marcje; la seconda prevedeva un percorso che si snodava lungo la “strade gnove” rientrando per Gleris e Siaio; la terza passava proprio per la “maine di Peti” giungendovi da Siaio e rientrando poi in paese passando per “Coladure”.
All’interno della cappella è custodita un’immagine della Madonna Addolorata di autore ignoto e proveniente dall’Austria. Il quadro inizialmente era stato collocato in chiesa sull’altare dell’Addolorata e fu rimosso solo quando venne acquistata l’attuale statua.
Nel 1999 l’immagine è stata restaurata dall’artista Giovanni Morocutti di Ligosullo per interessamento della famiglia De Cillia – Baritussio di Sommavilla che per decenni ha curato il decoro del sacello votivo.
- La maine di Peti in una foto degli anni ’80
- La Maine di Peti ai giorni nostri
- La maine in questo periodo è in fase di restauro
- L’interno della Maine di Peti
Ma chi era questo Peti? Sul registro dei morti del XIX secolo si legge quanto segue:
“5 luglio 1867 – Pietro fu Giovanni Plazzotta e Margherita Scala, soprannominato Peti,….nato il 7 febbraio 1792, dopo aver vissuto una vita integerrima e una lunga malattia pazientemente sopportata, ieri alle 7 antimeridiane, dopo aver ricevuto devotamente i sacramenti della penitenza, Eucarestia ed Estrema Unzione e dopo aver rivolto un’affettuosa invocazione alla Beata Vergine che per tutto il corso della sua vita ha permanentemente onorato con grande convinzione, ha reso lo spirito a Dio.”
Questa nota redatta dal curato Giuseppe Zanitti rivela ciò che è essenziale per noi del personaggio Peti. Peti dunque era Pietro Plazzotta della famiglia dei Picot. Nato a Siaio nel 1792 si era sposato con Maria Maier da Casteons e non aveva figli. L’elogio aggiunto dal sacerdote ci fa conoscere un uomo che ha sempre venerato con costanza la Beata Vergine e la sua “maine” ha permesso di tenere vivo il suo nome fino ai giorni nostri.
Fonti:
- “La noste valade” Raccolta e ristampa dei bollettini parrocchiali – editrice Associazione Culturale Cortolezzis
- “Trep e i Teus” a cura di Angela Cortolezzis, Maurizia Plos, Manuela Quaglia – editrice FORUM, 2002
- “Storia di un paese e di un piccolo maestro” di Denis Baron – editrice Forum, 2012