AUGUSTO CERNIGOI

(Trieste, 1898 – Sesana, 1985)

Augusto Cernigoi nacque come Avgust Černigoj in una famiglia slovena di Trieste, dove ha compiuto i primi studi. Si è diplomato all’Accademia di Bologna. Ha svolto altri studi presso l’Accademia di Monaco di Baviera e fu l’unico studente italiano a studiare nella famosa scuola Bauhaus di Weimar. Rientrato successivamente a Trieste, la lasciò nuovamente, negli anni 1920 e 1921, per insegnare disegno alla scuola di Postumia e quindi, dopo il ritorno dalla Bauhaus, per insegnare all’Istituto tecnico di Lubiana fino al 1925, dove conobbe e strinse amicizia con il poeta Srečko Kosovel.

Ritornò infine definitivamente a Trieste e in questa città lavorò frequentemente, come pittore e decoratore, sulle navi d’alto mare che uscivano da quei cantieri. Durante la seconda guerra mondiale ha affrescato diverse chiese in Jugoslavia e nella Venezia Giulia italiana: Dresenza Picco, Fontana del Conte, Grahovo e Bač. Dopo la fine della guerra ha insegnato, fino al 1970 nel ginnasio e all’istituto magistrale sloveno di Trieste. Ha trascorso gli ultimi cinque anni della sua vita a Lipizza (Lipica) nell’allora Jugoslavia, a ridosso con il confine con l’Italia.

La collezione della “Galleria di Avgust Černigoj” a Lipizza conta più di 1400 opere. Come tanti artisti, Černigoj conquistò solo dopo la morte la posizione che merita come artista, visto il suo importante contribuito all’arte contemporanea con la sua personalità e le sue opere.

Augusto Cernigoi, artista attento e sensibile ai mutamenti culturali, insofferente di ogni schematismo, aperto ad espressioni di avanguardia, esce prepotentemente dalla tradizione e si inserisce nel vivo delle poetiche di rinnovamento europeo, trovando nella razionalità cubista il riferimento più sintomatico e probante. Coltiva l’affresco, l’olio, la scenografia e soprattutto la grafica.

L’opera che lo rappresenta, nella Galleria d’Arte Moderna Enrico De Cillia è intitolata “Fiori”. Si tratta di un olio di cm 55×68, datato 1958 ed è indicativo della sua concezione costruttivista della pittura, in quanto il soggetto naturalistico si trasforma in una composizione formata da tasselli cromatici, disposti con un contrappunto di tinte calde e fredde, per scandire timbri e volumi.

Per accedere ad ulteriori dati relativi alla catalogazione dell’opera consultare il sito www.beniculturali.regione.fvg.it.